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CORSO DI LAUREA IN PROGETTAZIONE E GESTIONE DELL'AMBIENTE
GESTIONE DELLE RISORSE FAUNISTICHE E ZOOTECNICHE
POLO UNIVERSITARIO DI BRACCIANO - ANNO ACCADEMICO 2010-2011 |
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SISTEMI DI ALLEVAMENTO
Le condizioni ambientali, il tipo di alimentazione, l'indirizzo produttivo e le conseguenti possibili esigenze di natura tecnica o tecnologica sono tutti fattori che determinano la scelta dei sistemi di allevamento che, in via schematica, sono riconducibili a tre tipologie: confinato, brado e semibrado.
a) Sistema confinato - Consiste nel tenere gli animali racchiusi in spazi limitati ed è tipico degli allevamenti intensivi e, per una parte del ciclo, dei semiestensivi. Ha il vantaggio di mantenere il bestiame sotto stretto controllo per quanto riguarda l'alimentazione, la riproduzione, le produzioni e l'aspetto igienico-sanitario, potendo adottare tutti gli accorgimenti tecnici che consentono di razionalizzare l'allevamento ed incrementare le produzioni. Richiede strutture adeguate di varia complessità e costi proporzionali.
Stabulazione
fissa (o a posta
fissa) – Consiste nel tenere gli animali legati alla posta. Era tradizionalmente
il tipico sistema di tenuta dei bovini, sia per i grandi allevamenti di vacche
da latte, sia per quelli da carne e da lavoro che per quelli da ingrasso. Oggi è
caduto in disuso negli allevamenti medio-grandi per i maggiori costi delle
strutture, le difficoltà di meccanizzazione delle operazioni di stalla e gli
alti costi della manodopera. E' ancora molto usato negli allevamenti del nostro
Appennino a carattere familiare di piccole dimensioni, ma ben pochi sanno che
non giova all’animale a causa di una mancata ginnastica funzionale, positiva per
la lattazione.
Stabulazione
libera (o a
stalla aperta) - Consiste nel tenere animali liberi entro box di varia capacita
(10-50 capi). Ha preso il sopravvento rispetto alla stabulazione fissa per i
notevoli vantaggi di natura economica ed igienico-sanitaria degli animali: le
strutture sono più semplici, meno costose e consentono una notevole riduzione di
manodopera; gli animali, specie i riproduttori, grazie ai benefici effetti della
ginnastica funzionale e della vita all'aperto, hanno una maggiore fertilità ed
una più bassa incidenza delle malattie respiratorie, causate dall’aria che non
circola nella stabulazione fissa. Le soluzioni costruttive variano a seconda
della destinazione: riproduttori o vitelli da ingrasso.
Lo schema tipo della stalla aperta per riproduttori prevede che l'area entro cui gli animali possono muoversi liberamente sia organizzata in tre zone: da un lato la zone di riposo, coperta, con lettiera permanente o a cuccette singole (3-8 m2/capo); al centro la zona di esercizio, scoperta, in terra battuta o pavimentata a cemento (10-15 m2/capo); dal lato opposto la zona di alimentazione, coperta, attestata sulla mangiatoia (2 m2/capo).
L'area e suddivisa in vari box mediante cancellate che, se mobili, consentono all'occorrenza di variarne la superficie. Adiacente alla mangiatoia e situata la corsia di alimentazione transitabile da mezzi meccanici per la distribuzione degli alimenti. Nel caso dei bovini da latte le strutture di allevamento sono completate dalla sala di mungitura e dai locali per l'allattamento artificiale dei vitelli.
Opportunamente collocati rispetto alla stalla sono le altre strutture di servizio: fienile, deposito mangimi, silos, ecc. Per i vitelli all'ingrasso le strutture sono molto piu semplici: semplici box che ospitano normalmente 10-15 capi ciascuno, costituiti da un'unica area che serve per il riposo, per il movimento e per l'alimentazione. La mangiatoia è situata nel lato attestato alla corsia di alimentazione.
La pavimentazione può essere a cemento con lettiera o a grigliato. I box da ingrasso sono di solito in ambiente chiuso e la densità di animali e elevata anche per impedire un eccessivo movimento ed evitare cosi un eccessivo dispendio energetico nocivo ai fini dell'accrescimento.
b)
Sistema brado -
Consiste nel tenere gli animali al pascolo per tutto l'anno senza la necessità
di alcun tipo di struttura di allevamento.
Può essere attuato: in ambienti idonei dal punto di vista climatico (inverni miti); su terreni di basso valore fondiario (e un sistema estensivo che richiede corpi aziendali di grandi dimensioni) e con abbondante copertura boschiva; con razze idonee: rustiche, frugali e capaci di adattarsi a forti variazioni quantitative e qualitative delle risorse alimentari quali la Maremmana e la Podolica; per l'indirizzo produttivo carne.
Lo schema organizzativo prevede la riproduzione stagionale: i tori vengono "imbrancati" con le vacche solo per un periodo dell'anno, la stagione di monta, della durata di 3-4 mesi (normalmente da aprile a luglio). Lo scopo e quello di ottenere i parti concentrati in un periodo limitato e coincidente con il momento stagionale piu favorevole (primavera) per l'alimentazione delle vacche che allattano. Essendo la monta libera ed il periodo riproduttivo limitato, il rapporto dei sessi dovrà essere molto stretto: 1 toro ogni 25-30 vacche.
Il calendario stagionale tipico dell'allevamento brado e il seguente: durante l'inverno le vacche sono al pascolo nei boschi che offrono riparo dalle avversità climatiche e risorse alimentari. A fine inverno iniziano i parti che non richiedono alcun tipo di assistenza. In primavera, con la ripresa vegetativa, gli animali si spostano sui pascoli erbacei dove l'abbondanza di risorse consente di compensare le carenze alimentari dell'inverno e di sostenere la lattazione. Ad Aprile vengono immessi i tori. In estate, quando la produzione foraggera dei pascoli viene annullata dalla siccità, gli animali si spostano nel bosco dove riescono a procurarsi una pur magra alimentazione. In Luglio vengono ritirati i tori. In autunno, la limitata ripresa della vegetazione, consente ai bovini di utilizzare nuovamente i pascoli erbacei. Il sistema brado ha una certa diffusione nelle zone marginali dell'area mediterranea dove consente di utilizzare, a bassi costi, risorse foraggere povere e di ottenere, grazie all'incrocio industriale, vitelli da ristallo di buona qualità.
c) Sistema semibrado - Consiste nel tenere gli animali a due differenti regimi di allevamento nel corso dell'anno: in regime confinato durante la stagione fredda; al pascolo per il resto dell'anno. Richiede pertanto la disponibilità di strutture di allevamento per il periodo stabulato mentre nel periodo stagionale favorevole le produzioni foraggere vengono utilizzate direttamente dagli animali con il pascolo. E' diffuso soprattutto nelle zone collinari e montane dell'Italia peninsulare per l'allevamento di riproduttori di razze da carne o razze da latte di media produttività e sufficiente rusticità.
(scritto da Francesco Giannetti su www.terzone.it )